Si intende per vivisezione ogni forma di sperimentazione animale, specie se provoca sofferenza al soggetto. Vivisezione è dunque sinonimo di sperimentazione animale.
In Italia vengono utilizzati nella vivisezione ben 3000 animali al giorno. Si tratta di animali di ogni specie che vengono rinchiusi in gabbie, sfruttati per esperimenti di ogni tipo e soppressi.
Non si rileva nessuna tendenza progressiva nella riduzione del numero totale di animali utilizzati, anche se il quadro scientifico e legislativo europeo prevede la promozione dei metodi alternativi alla sperimentazione animale.
I campi di applicazione della sperimentazione sugli animali sono molteplici e diversificati, i principali settori coinvolti sono:
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- la sperimentazione sulle sostanze chimiche
- i test di ecotossicità per il monitoraggio ambientale e per le sostanze destinate ad essere rilasciate nel'ambiente come i pesticidi
- la produzione di farmaci, vaccini e anticorpi
- la diagnosi e l'analisi di alimenti
- la ricerca sul cancro e sull'AIDS
- la genetica
- le neuroscienze (biologia, neurologia, psicologia, farmacologia ed etologia)
- la didattica
- gli studi veterinari cioé gli studi intra-specifici che si distinguono nella ricerca su animali da reddito (gallinacei, bovini, ovini, pesci) e quella applicata ad animali di compagnia
- la ricerca ambientale e gli studi faunistici (il maggior numero di animali ucciso si riscontra nei settori afferenti all'anatomia comparata, alla fisiologia e alla genetica)
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Per gli animali, si tratta di una vera e propria lista di torture: per testare i prodotti, secondo i casi, essi vengono:

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avvelenati
ustionati
accecati
modificati geneticamente
mutilati
costretti ad ingerire sostanze chimiche di ogni genere
irradiati
cosparsi di insetticidi, disinfettanti, conservanti
inoculati con virus e batteri
resi dipendenti da droghe
privati dei genitori per effettuare test psicologici
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L'anestesia non è obbligatoria e nella maggioranza dei casi non è utilizzata.
Tutti gli animali utilizzati muoiono uccisi dagli effetti dei test o soppressi alla fine della sperimentazione.
La sperimentazione animale si pratica soprattutto per inerzia culturale.
Spesso chi utilizza animali lo fa perché gli è stato imposto durante il proprio corso di studi come un "male necessario", giustificando l'uso di animali con la sua presunta utilità per la salute umana.
Nonostante la comprovata validità dei metodi alternativi, le normative antiquate richiedono ancora test da effettuarsi su animali.
Infine, sperimentare su animali è anche un mestiere fatto di procedure e condotte specifiche e chi le acquisisce ha interesse a difenderle e preservarle.
Ogni specie è differente, per metabolismo e altri parametri fisiologici, di conseguenza nessun risultato conseguito sugli altri animali sarà mai estrapolabile all'uomo.
Nessuna specie animale, compreso l'uomo, può costituire modello sperimentale per nessun'altra specie.
I risultati ottenuti dai test su animali non sono univoci: alcune sostanze possono rivelarsi innocue, efficaci o tossiche secondo la specie utilizzata per la somministrazione.
I ricercatori possono perciò scegliere la specie più adatta per ottenere i risultati desiderati.
Quindi la sperimentazione su animali è sostanzialmente una grande truffa: gli pseudo-ricercatori, grazie all'inaffidabilità del modello animale, promuovono o condannano un determinato ritrovato in relazione alle attuali esigenze di mercato, non esitando a ribaltare o smentire i dati precedentemente acquisiti.
I risultati dei test su qualunque specie animale non rivelano affatto gli effetti della somministrazione delle medesime sostanze all'uomo.
Il 90% dei farmaci testati sugli animali, per esempio, non supera le prove cliniche sull'uomo.
Nonostante tutto ciò, molte scoperte scientifiche vengono ingiustamente attribuite alla vivisezione.
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Anche i risultati dei test chimici sono del tutto inapplicabili all'uomo perché ogni specie animale risponde in modo diverso alle sostanze con cui entra in contatto.
Numerose sostanze sperimentate sugli animali, ritenute sicure e quindi immesse sul mercato, si sono rivelate pericolose per l'uomo. |

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Per fare solo degli esempi:
- l'amianto - il ratto si è dimostrato 300 volte meno sensibile dell'uomo all'insorgenza del cancro per inalazione delle fibre d'amianto, ma nonostante questo rimane la specie più utilizzata nei test di inalazione
- il benzene - impiegato nei combustibili, nelle plastiche e nelle vernici è innocuo per il ratto mentre è altamente tossico per l'uomo
- il metanolo - rende cieche le persone ma non gli animali su cui è stato sperimentato
I test chimici sono cruenti per gli animali e pericolosi per la salute dell'uomo, eppure continuano: i controlli previsti dal REACH (Registration, Evaluation and Authorization of Chemicals, normativa emanata dalla Unione Europea per il controllo delle sostanze chimiche e dei loro effetti sull'uomo) consistono, per la maggior parte dei casi, in test su animali.
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Nel 2005 si stimava che ne sarebbero stati uccisi fino 50 milioni.
Si sperimenta su ratti, conigli e cani per verificare se una sostanza:
è tossica per l'essere umano
è nociva per gli occhi umani
è irritante per la pelle umana
provoca tumori o malformazioni nell'uomo
interferisce con il sistema endocrino umano (ghiandole, fegato, pancreas, ecc)
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Ma le differenze significative in termini anatomici, fisiologici, biochimici e metabolici tra gli organismi delle specie su cui si sperimenta e l'organismo umano, sono tali da non rendere attendibile e veritiera l'applicazione sull'uomo dei risultati ottenuti sugli animali.
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Particolarmente detestabili infine i test dei cosmetici: ogni anno in Europa migliaia di animali muoiono torturati per testare rossetti creme e profumi, perchè esiste una normativa che impone di sperimentare sugli animali i nuovi ingredienti: questo nonostante esistano più di 10.000 ingredienti già testati e disponibili per essere utilizzati dalle aziende, e, anche in questo caso, test alternativi non cruenti e più attendibili.
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Esistono però Aziende che hanno aderito allo Standard Internazionale "Non Testato su Animali", impegnandosi a:
- non effettuare - direttamente o commissionandoli a terzi - test su animali
- monitorare i propri fornitori e produttori perché si attengano all'impegno di non testare su animali le materie prime cosmetiche dopo la data fissata nella sottoscrizione allo Standard
- non utilizzare ingredienti provenienti dall'uccisione di animali.
Purttroppo, come nel caso dei saponi, detersivi e prodotti per l'igene, queste Aziende sono ancora poche e i loro prodotti non sempre facilmente reperibili nella grande distribuzione, comunque con un pò di buona volontà ciascuno di noi ha la possibilità di acquistare prodotti che non hanno contribuito alla sperimentazione animale.
Oggi esistono metodi di accertamento e di conoscenza dei reali effetti delle sostanze chimiche sull'organismo umano: i metodi alternativi alla sperimentazione animale.
Fino a non molti anni fa si pensava che gli animali non sarebbero mai stati sostituiti nella ricerca e sperimentazione, invece oggi finalmente i test su animali sono in una fase di giudizio critico a livello europeo.
Una parte della comunità scientifica sta orientando i propri sforzi verso lo sviluppo e la diffusione di metodi alternativi che non comportano lo sfruttamento di animali e danno risultati ritenuti più affidabili e sicuri.
Infatti i veri metodi scientifici sono solo quelli che sostituiscono del tutto gli animali, per la definizione stessa di modello sperimentale, ossia la riproduzione del fenomeno oggetto dello studio dalla quale sono state eliminate delle variabili, in modo da renderlo più semplicemente analizzabile. Nessun animale, di qualsiasi specie esso sia, può considerarsi un "uomo semplificato".
Sono metodi alternativivi alla vivisezione:
- i modelli informatici
- le analisi chimiche
- le indagini statistiche (come l'epidemiologia e la metanalisi)
- gli organi bioartificiali
- i microchip al DNA
- i microcircuiti con cellule umane
Numerosi test che prima prevedevano l'uso di animali, oggi sono svolti in vitro.
Gli esperimenti effettuati in vitro possono verificare in una sostanza chimica:
la capacità di corrodere la pelle (test di corrosione cutanea)
il grado di assorbimento (test di assorbimento cutaneo)
la reazione quando la pelle è esposta alle radiazioni solari (test di fototossicità)
la capacità di provocare mutazioni genetiche.
Numerosi test in vitro sono da tempo utilizzati in diversi laboratori ma, per essere impiegati come metodi ufficiali hanno bisogno di una seguire un iter chiamato validazione.
Questo iter, che dura anche fino a 10 anni prevede di verificare l'efficacia del test in diversi laboratori per assicurare che sia attendibile scientificamente.
Il completo abbandono dell'utilizzo di animali nella sperimentazione è ancora molto lontano ma, grazie alle informazioni diffuse dalle associazioni animaliste e alle campagne di mobilitazione dell'opinione pubblica, i metodi alternativi stanno già sostituendo le sperimentazioni cruente in alcuni settori.
Oggi non si utilizzano più animali in:
- crash test di automobili
- test di gravidanza
- test per verificare la contaminazione batterica di farmaci
- molti casi di verifiche igienico-sanitarie su alimenti
- molte esercitazioni per scopo didattico
- diversi test di tossicità su sostanze chimiche, come l'assorbimento cutaneo, la mutagenesi e la genotossicità, la fototossicità, l'embriotossicità.
Il 70% della ricerca biomedica, ovvero della biologia della medicina, non fa uso di animali (fonte: ISS).
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