PETIZIONE contro il canile lager di Cicerale

10 Febbraio 2009

Ci segnalano una petizione promossa dalle Lega Italiana per la Difesa del Cane contro il canile di Cicerale.


A: Sindaco di Cicerale, Presidente Provincia Salerno, Presidente Regione Campania.
Cicerale, l'inferno degli animali.

"Se il mondo fosse gestito dagli animali, certo non farebbero tutto questo, non rinchiuderebbero gli uomini in gabbia per lasciarli morire lentamente. Come si può guardarli negli occhi e non vergognarsi di essere umani e di avere un'anima!!!
La realtà purtroppo ci impone le sue regole ingiuste, ci rendiamo conto senza arrenderci che non siamo "abbastanza grandi" per salvarli tutti... e tutti sanno della vita a cui sono costretti, vita marcata da una lenta e atroce agonia. Tanti di loro moriranno di stenti e di dolore, quando non avranno più voce per gridare aiuto si accucceranno in un angolo e si lasceranno morire".

Purtroppo nessuna legge è utile se non è rispettata e fatta rispettare.

Sul territorio nazionale sono incaricati di far rispettare le normative nazionali, regionali, provinciali e locali, gli appartenenti al corpo di polizia locale, gli ausiliari preposti, le guardie zoofile volontarie di associazioni protezionistiche riconosciute, le guardie ecologiche volontarie, nonché in generale tutti gli ufficiali di polizia giudiziaria, compreso le guardie giurate. Sindaci, assessori e consigli comunali hanno inoltre la facoltà di proporre ordinanze, delibere e provvedimenti mirati alla tutela degli animali e ai loro diritti.

Pensiamo ad esempio alla legge quadro n. 281 ed alla legge n. 189.

Nonostante tutto, ci troviamo di fronte a una realtà a volte disarmante, poiché assistiamo quotidianamente a barbarie nei confronti degli animali, a maltrattamenti e abbandoni che restano impuniti, a Comuni che non si assumono le responsabilità assegnategli dalla normativa e a una ASL che, avendo ampio margine di manovra economico-gestionale, si rifiuta sovente di interagire con le associazioni di volontariato e, al contrario, è spesso connivente con i privati che gestiscono canili o con le false associazioni protezionistiche. Privati che in genere sono privi di scrupoli, spinti solo dal business. Per loro l'affare conviene lavorare su numeri elevatissimi di cani e le condizioni prevalenti per assicurarsi l'appalto sono l'economicità del servizio con forte ribasso a base d'asta. Ciò comporta che per ottenere profitti si ripiega su: cibi scadenti, cure veterinarie inesistenti, presenza ridottissima di operatori-lavoratori, assenza o inutilizzo delle aree di sgambamento e attività di educazione o rieducazione del cane al corretto rapporto con gli umani, -operazione che richiede personale e formazione professionale- sovraffollamento dei box, disincentivazione degli affidi, strutture fatiscenti o inesistenti autorizzate come stabulazione libera. I rifugi privati sono imprese chiuse e incontrollabili: il pagamento delle rette mensili da parte dei Comuni convenzionati non favoriscono gli affidi, nuocendo agli animali e ai bilanci delle pubbliche amministrazioni. Molti canili privati nascondono attività truffaldine delle quali sono informate anche le Istituzioni e gli Enti territoriali... i cani vengono gettati nelle gabbie, ammucchiati, in attesa della morte.
Questa è una "verità" disarmante, disastrosa e ignobile per un Paese come il nostro, all'avanguardia in tanti campi e con un buon livello di civiltà.
Una situazione estremamente difficile: da una parte le istituzioni territoriali con i loro rappresentanti che considerano gli animali un problema da" eliminare", dall'altra preoccupazione e sofferenza per tutte quelle persone che vivono in affanno e lottano contro un'ingiusta penalizzazione sugli animali.

Lega Italiana per la Difesa del Cane



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