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Cani, crocchette killer alla melamina |
04 Marzo 2009
Riportiamo la notizia, apparsa sul Corriere della Sera, secondo cui ci sarebbe in commercio mangime alla melamina pericoloso per i nostri cani.
ROMA Due cani morti e un'azienda di cibo per
animali sotto accusa per aver utilizzato, nella
fabbricazione degli alimenti, farina contenente
melamina, la stessa sostanza tossica del latte
cinese.
Lo scandalo del cibo al veleno è arrivato in Italia.
Fra novembre e dicembre dello scorso anno, un'allevatrice di cani di San Fior,Treviso, richiede all'Istituto zooprofilattico delle Venezie un esame autoptico su un maltese e un lhasa apso (piccolo cane di compagnia) morti
per nefrite e blocchi renali sospetti.
Il veterinario fornisce alcuni referti, fra cui un campione di mangime.
«L'esame ha rivelato che il prodotto conteneva melamina, utilizzata perprodurre plastiche e vietata nell'alimentazione, in cui determina un falso aumento del valore proteico.
Perciò il consumo del mangime era in diretta relazione con il decesso degli animali», spiega Stefano Marangon, direttore sanitario dello Zooprofilattico.
A preoccuparsi sono gli animalisti.
Esce un comunicato della Lega Anticaccia del Veneto che mette in guardia i proprietari di cani e gatti riguardo alla
probabilità che circolino in commercio crocchette contaminate.
Poi gli Animalisti italiani chiedono al ministero della Salute di rendere noto il nome della ditta: «Se la gente ha il prodotto in casa, ha il diritto di sapere », dice il direttore scientifico Ilaria Ferri.
La senatrice dei Radicali-Pd Donatella Poretti presenta un'interrogazione: «La questione è grave dice
La vita degli animali ha molta importanza e ritengo che chiarezza e informazione siano il
punto di partenza necessario a evitare ogni allarmismo».
E Carlotta Bernasconi, vice presidente della Federazione nazionale
dell'Ordine dei Veterinari, aggiunge: «C'è chi ha scorte di cibo contaminato e lo ignora: va comunicato
immediatamente ».
Ieri la svolta. Il ministero della Salute ha reso
pubblico il nome dell'azienda.
Si tratta della Diusapet di Marzano, in provincia di Pavia, che realizza prodotti in proprio ma anche farine per
conto terzi.
Dichiara Gaetana Ferri, direttore della Sanità pubblica veterinaria: «I servizihanno compiuto campionamenti ufficiali e i mangimi trovati positivi sono stati sottoposti a vincolo sanitario».
Il cibo contaminato sta per essere ritirato.
Lo dice una nota del ministero: «Si sta provvedendo al ritiro dei quantitativi di tali mangimi eventualmente ancora presenti sul circuito commerciale ».
Secondo la Ferri, si tratta di farine animali di origine nazionale, tranne una, di provenienza comunitaria, «su cui
si centrano i maggiori sospetti, poiché riteniamo i controlli italiani eccellenti».
E ammette la probabile necessità di un'indagine retrospettiva anche oltre frontiera, per ricostruire i percorsi
della farina tossica, nostrana o straniera che sia.
Il primo sforzo di tracciabilità viene proprio dalla Diusapet, che si dichiara «costernata» e
espone la ricostruzione fatta assieme alla Asl di Pavia: «Da controlli, tutti i campioni delle
produzioni attuali, così come quelli di maggio e giugno 2008, sono risultati regolari, mentre sono
positivi alla melamina i due lotti della prima settimana di aprile 2008 dei mangimi "Cuccioli" e
"Mantenimento Duck & Barley", di cui è stato disposto il ritiro dal mercato».
Anche Raffaele Guariniello, sostituto procuratore di Torino, segue da mesi un'indagine sulla melamina: «La sto
portando avanti con i Nas di Torino e Bologna. Nasce da uno studio americano, dove sono morti migliaia di cani e gatti per avvelenamento di questo genere».
L'indagine avrebbe già prodotto risultati: a Bologna i Nas hanno trovato mangime
contaminato in un allevamento di suini.