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Consigli per aiutare cani e gatti abbandonati o in difficoltà - Morsi di vipera e avvelenamenti |
04 Agosto 2009
Qualche suggerimento su cosa fare qualora ci si trovi di fronte a un animale abbandonato. Come comportarsi in caso di morsi di vipera e bocconi avvelenati.
Fonte: www.chiliamacisegua.org
Domenica scorsa abbiamo pubblicato volentieri un
intervento dell'on.le Gabriella Gianmanco (PdL)
sull'omissione di soccorso nei confronti degli
animali. Dato che siamo in pieno periodo di ferie
(e purtroppo di abbandoni) crediamo opportuno
dare qualche suggerimento su cosa fare e cosa non
fare qualora ci si trovi di fronte un animale
abbandonato, ferito o che comunque necessiti di
un soccorso immediato. Quanto andiamo a scrivere
vale anche per i proprietari che si dovessero
trovare in difficoltà con il proprio cane che,
molto giudiziosamente, si sono portati in ferie con sé.
Prima di partire. Se Fido soffre di qualche
malattia cronica, farsi dare dal proprio
veterinario una copia della cartella clinica e
informarsi preventivamente sulle strutture
veterinarie presenti nel posto che si è scelto e
su quali hanno un reale servizio di reperibilità 24 ore su
24.
Cani e gatti abbandonati. Spesso non è facile
distinguere se un cane è stato abbandonato o
meno, ma alcuni segni comportamentali ci aiutano.
Il cane che, per strada o nell'area di sosta
dell'autogrill, vaga di qua e di là, fiutando
prima l'uno poi l'altro, guardandosi intorno
spaesato, trotterellando veloce per poi fermarsi
all'improvviso vicino alla persona sbagliata è
molto sospetto di abbandono. Se poi non ha
collare, pettorina, medaglietta o altri segni di
riconoscimento il sospetto è quasi certezza. Mai
correre dietro un cane o un gatto per prenderlo.
Scapperà ancora più forte. Mai allungare la mano
sul collo: si rischia un morso pericoloso. Se non
si è ben esperti di cani cercare di non perderlo
di vista seguendolo cautamente e chiamare il 118
chiedendo che intervenga il servizio veterinario
e i suoi addetti. Se siete in certe zone del sud
(senza voler fare del leghismo di bassa lega)
auguri, specie al cane. Se servizi amministrativi
e sanitari pubblici funzionassero seriamente la
piaga del randagismo non esisterebbe.
Cani feriti. Facile, in questi giorni, incontrare
un cane investito oppure trovare il proprio cane
riverso sul suolo a seguito della classica
"macchinata". Niente panico e soprattutto non
precipitarsi a raccoglierlo a mani nude. Se
chiamate 118, 113, 112 ecc. e non arriva nessuno
(ipotesi non improbabile) tocca a voi. Il cane è
in uno stato di shock che, in parte lo protegge
dal dolore e non riconosce nessuno. Voi lo
"svegliate" improvvisamente sollevandolo e lui,
sentendo il dolore acuto delle fratture, vi
pianta i denti nelle braccia. Due feriti al posto
di uno. Prendete invece un telo, passatelo
delicatamente sotto il cane e, facendovi aiutare
da un altro, sollevate la "barella" e depositate
il ferito in auto. Poi di corsa dal veterinario.
Di corsa fino a un certo punto: non è il primo
che prende e si tiene una multa anche con un cane
moribondo in macchina e a pochi metri dalla
clinica veterinaria. Dipende da chi incontrate con la
paletta in mano.
Gatti feriti. Il gatto è completamente diverso
dal cane. Spesso anche se ferito a morte rimane
un lottatore temibile e i suoi morsi sono più
pericolosi di quelli del cane. Qui la barella è
inutile. Il gatto, zomperebbe via. La cosa
migliore (a mali estremi estremi rimedi) è un
asciugamani o una copertina di lana, gettata sul
felino. Lo si fa su come un salame, fregandosene
delle urla disumane (ovvio) che escono dal
viluppo. Di corsa dal veterinario, come sopra.
Per quanto riguarda i morsi di vipera e gli avvelenamenti, abbiamo trovato alcune imprecisioni in questo articolo, pertanto su questi argomenti preferiamo aggiungere qualcosa personalmente.
VISITA IL SITO DEL COORDINAMENTO ASS.AMBIENTALISTE E ANIMALISTE DI FIRENZE!
Morsicature di vipera.
Il siero antiofidico è purtroppo introvabile in Italia: è stato infatti ritirato dal commercio come farmaco per uso umano a causa del forte rischio di shock anafilattico.
Nel cane è invece efficace e meno rischioso per lo meno alla prima somministrazione (una seconda somministrazione è sconsigliata).
Non è però purtroppo possibile portarlo con se nelle gite a rischio in quanto non si trova nelle nostre farmacie. Di solito ne sono sprovvisti anche gli ambulatori veterinari, tranne i pochi che provvedono a farlo venire dall'estero, con costi facilmente immaginabili.
Il farmaco da somministrare per una terapia di emergenza è quindi il cortisone, con una iniezione sottocutanea.
E' necessario però consultare preventivamente il veterinario di fiducia per stabilire il dosaggio giusto per il nostro cane.
Non è affatto detto che il cane morsicato urli o guaisca, come non è per niente scontato che i buchi dei denti veleniferi siano ben visibili. Chi scrive ha all'attivo una brutta esperienza personale di questo tipo (che ha avuto fortunatamente un esito positivo): il peloso, morso da un grosso aspide, si è quasi subito steso a terra, ma senza lamentarsi. Le ferite del morso principale, subito sotto la bocca, non erano affatto visibili, nascoste dal pelo: presentava invece una ferita sulla lingua probabilmente effetto di un secondo morso "a secco": la lingua non si è infatti gonfiata.
Si capisce quindi che può essere non facile accorgerci che il nostro cane è stato morsicato se non abbiamo assistito al fatto. Anche il gonfiore, che è veramente impressionante, interviene in un secondo momento.
Altra cosa essenziale, oltre alla somministrazione di cortisone, è quella di far muovere il cane il meno possibile per non facilitare l'entrata in circolo del veleno. Si deve poi trasportarlo con la massima urgenza in un ambulatorio veterinario, meglio se preventivamente allertato, per le successive terapie ed eventuale ricovero.
Il cortisone è pure efficace nelle molto meno gravi punture di vespe e calabroni e nel caso di ingestione di bruchi di processionaria.
Bocconi avvelenati.
Purtroppo non tutti i veleni adoperati nelle polpette, che qualche delinquente lascia in giro per sterminare i predatori o per altri motivi altrettanto ignobili, hanno un effetto immediato (lamenti improvvisi, bava e tremore) ed è altrettanto falso che per salvare la vita del cane basti un cucchiaio di acqua ossigenata.
Alcuni veleni mostrano i loro effetti letali a distanza di giorni.
In particolare, nel caso di veleni emorragipari, solo dopo qualche giorno dall'ingestione compaiono fenomeni emorragici che (se solo interni) danno pallore delle mucose, respirazione difficoltosa, grave stato di prostrazione; possono anche esserci petecchie o emorragie nasali. Non c'è mai vomito.
Nel caso di veleni neurotropi invece, dai 30 minuti alle 2 ore dopo l'ingestione si ha irrigidimento degli arti, incapacità a mantenere la stazione quadrupedale, respiro difficoltoso e crisi convulsive; può esserci vomito e raramente diarrea.
Quando si tratta di veleni tossici sul sistema gastro-intestinale, compare precocemente vomito e diarrea anche emorragica, con dolore addominale.
Se abbiamo il sospetto che l'animale abbia ingerito un boccone avvelenato e' necessario contattare immediatamente il veterinario più vicino in modo da allertare preventivamente il medico dell'arrivo dell'animale.
Sotto consiglio del veterinario, può essere necessario far vomitare l'animale somministrando acqua calda molto salata, oppure della chiara di uovo montata a neve. NON va mai somministrato il latte.
Per quanto sconvolti per quello che sta succedendo al nostro amico peloso, è comunque importantissimo ricordarsi di fare il prima possibile la denuncia dell'accaduto, specificando il luogo e il genere di boccone, meglio se allegando il referto del veterinario.
Inoltre è bene avvisare una associazione animalista.
Se ciò non servirà ad assicurare i colpevoli alla giustizia, potrà comunque essere molto utile a salvare altre vite.
Sul tema dei bocconi avvelenati vi consigliamo di consultare il sito www.bocconiavvelenati.it che si occupa specificamente dell'argomento: troverete tutti i consigli, le segnalazioni le mobilitazioni su questo problema.